La scuola

La conoscenza della narrativa “seria”, com’è giusto che sia, avviene sui banchi delle medie e poi del Ginnasio, e del Liceo (Classico, naturalmente). Prima le favole di Esopo, La Fontaine, le storie romantiche e visionarie di Italo Calvino, ali instancabili per il volo, realizzate con una magica cera che il calore del sole non riuscirà mai a sciogliere, al contrario di quella usata dallo sfortunato Icaro. E quasi nello stesso periodo parte la risalita dei secoli, partendo da Omero e Virgilio, attraverso le dettagliate cronache militari di Cesare, e le saghe nordiche, i poemi cavallereschi, e finalmente lui, Shakespeare, l’inimitabile grande Bardo… Quindi l’incontro fondamentale con I Promessi Sposi, I Miserabili, Guerra e Pace, insomma il grande romanzo europeo dell’800 e del primo ‘900 su su fino a Hemingway. E parallelamente si dipana il “fil rouge” della poesia universale, da Saffo a Catullo, da Petrarca a Leopardi, da Garcia Lorca, a Baudelaire, da Montale a Quasimodo, a Prévert … quella musica dell’anima che sola può addolcire la scarna essenzialità della prosa, così come la vede Patrizio.